
L’abbigliamento dei nobili
Essi portavano gioielli, catene d’oro e abiti colorati e sontuosi. Le donne usavano immensi cappelli a cono con veli fluttuanti, “corni e bicorni”, che nascondevano completamente i capelli. La moda dell’epoca voleva per le signore una fronte molto alta, per cui esse si strappavano le sopracciglia e le prime file di capelli.


Gli abiti erano composti da una sottoveste che scendeva fino a terra con maniche lunghe e strette e da una sopravveste con ampie maniche fino al gomito, più corta davanti e con un lungo strascico dietro che veniva avvolto sul braccio. Le stoffe erano sempre preziose e spesso arricchite con ricami. Le donne sposate portavano un velo sulla testa ed avevano acconciature più semplici. I nobili di sesso maschile usavano molto portare cappelli che potevano essere a foggia, corti o a cilindro un po’ rastremato verso l’alto, comunque sempre ben calcati sulla fronte e a colori vivaci. Indossavano un farsetto piuttosto corto,spesso orlato di pelliccia, su di una calzamaglia aderente di un tessuto tagliato di traverso e molto colorato. Ai piedi avevano calzature con punte lunghe e sottili

Le famiglie nobili adottavano spesso colori fissi nel loro abbigliamento e vestivano i servitori con livree dei colori della propria casata. I colori avevano un significato simbolico: il blu indicava che si era innamorati, il giallo che si era arrabbiati, il grigio che si era tristi.
Nessuno indossava vestiti a strisce perché evocavano il diavolo. (da ver..)
Gli uomini di chiesa vestivano di nero, bianco, marrone, che erano le tinte della purezza. Non c’erano negozi per confezionare vestiti, quindi i ricchi si servivano dei sarti, che cucivano gli abiti interamente a mano. La moda nel corso del Medioevo si fece sempre più elaborata. I modelli, come oggi, cambiavano di anno in anno. Furono anche promulgate leggi contro il lusso eccessivo le “suntuarie”, ma furono poco rispettate.

Il colore, nelle varie epoche e nelle diverse culture, ha assunto significati e simbologie differenti.
Qui analizziamo i significati simbolici dei colori, nell’abbigliamento del Medioevo.
Il significato dei colori non è una scienza esatta, in quanto soggetto a situazioni e stati personali e particolari. Possiamo però individuare delle caratteristiche generali e dei riferimenti specifici (con citazioni relative) che ci possono fornire un quadro abbastanza preciso delle simbologie più usate.
E’ proprio nei secoli del Basso Medioevo (XII-XIII-XIV) che si diffonde l’uso dei colori, poichè si considerava accentuassero il valore simbolico della luce e della bellezza interiore, fino ad essere considerati emanazione divina, secondo le tesi filosofiche della patristica medioevale.
Mentre i secoli precedenti al Mille si erano limitati ad utilizzare i tre colori “polari”: bianco, rosso e nero, presenti in tutte le civiltà e considerati pertanto archetipici, dal 1200 in poi l’uso degli altri colori diviene sempre più diffuso nell’arte figurativa, nelle vetrate cloisonnées, nelle miniature, nell’araldica e nel costume, sia femminile che maschile.

Anche se alcuni religiosi, come San Bernardo associavano il colore all’esaltazione dell’avvenenza femminile, o come San Bernardino da Siena che condannava gli strascichi dell’abbigliamento femminile paragonandoli alla coda di Satana. Tuttavia pochi censurarono le abitudini di moda, neanche i Magistrati delle Pompe*, preposti a tale compito, emisero decreti probitivi. Due eccezioni nel 1300: il divieto delle ampie scollature per le signore veneziane, che adottano “le cipriote”, abiti che lasciano sporgere generosamente i seni, e le riserve di alcuni commentatori medioevali che criticano l’uso maschile di indossare calzabrache tanto aderenti da far risaltare gli attributi maschili.
Ma il Rinascimento è alle porte e la bellezza e la sontuosità dei tessuti, la varietà delle fogge e dei colori esploderanno sia nel costume che nell’arte, diffondendosi dalle corti italiane in tutta Europa.
Rosso
‘Un amante indossa il rosso, come il sangue’ (tardo Medioevo).
Un segno di potere ultraterreno in alcune leggende europee e racconti popolari. Indicava anche protezione: il filo rosso per difendersi dalle streghe e collane di corallo rosso per allontanare le malattie.
A volte il colore delle vesti della Vergine Maria.
Il colore dei re, identificato con le virtù regali del valore e della vittoria in guerra. Inoltre, simbolo del fuoco.
Era indossato da ricchi.
Giallo
Solitamente si abbina a significati negativi come risulta nell’iconografia di tutta Europa. Negli affreschi medioevali i traditori, i musulmani e gli ebrei sono vestiti di giallo: un celebre esempio per tutti, il mantello di Giuda raffigurato nel Bacio dipinto da Giotto ad Assisi (immagine sotto).

Quando il giallo vira verso il verde simboleggia la follia, infatti i buffoni medioevali sono sempre rappresentati con costumi giallo- verdi.
Nel tardo Medioevo il giallo, era un colore armonioso che esprimeva l’equilibrio tra il rosso della giustizia e il bianco della compassione.
Nel tardo XIV secolo, a Venezia, una prostituta era riconosciuta per il suo vestito giallo.
Blu
Nel tardo Medioevo, il blu sostituì il rosso reale nel mantello della Vergine Maria e in araldica (soprattutto in Francia).
Era il colore più usato nel secoli XIII e XIV.
Un amante indossava il blu per significare fedeltà (tardo Medioevo).
Dal 1300, i contadini vestivano di blu a causa della tintura di Isatis facilmente disponibile.
Nel Medio Evo, il blu è stato associato con l’oscurità e il male, successivamente con la luce.
In ogni caso risulta il colore più usato, non solo perché è il colore del manto della Vergine Maria, simbolo di giustizia, fedeltà e spiritualità, ma anche perché nell’Occidente diviene sinonimo di regalità: principi, sovrani, nobili usano il blu per le cerimonie e per gli eventi importanti.
Il blu, poco usato fino alla fine del XII secolo, riprende quota poiché la chimica inizia ad utilizzare, per la tintura degli abiti, oltre all’indaco, molto costoso e di difficile reperimento, il guado, una pianta facilmente coltivabile in Europa. Questo blu brillante e luminoso, diviene pertanto la tinta più ambita perché permette la “tenuta” del colore, requisito fondamentale per un abito destinato ai ricchi e ai nobili. Non a caso gli abiti dei poveri sono stinti e grigiastri.
Nero
Era indossato da un amante malinconico.
Colore usato dai contadini (ottavo secolo, per ordine di Carlo Magno). Si noti che la qualità del nero non poteva essere la stessa del periodo rinascimentale, infatti era meno costosa e quindi accessibile ai contadini.
Secondo Papa Innocente III, circa nel 1200, il nero è il colore della penitenza e del lutto, utilizzato per l’avvento e la Quaresima.
Era il colore del lutto anche in Bretagna.

Bianco
Un amante indossava il bianco per significare la purezza (tardo Medioevo).
Secondo Papa Innocenzo III circa 1200, il bianco è il colore della purezza e dell’innocenza e veniva usato nelle feste della Vergine.
Simbolo di Compassione (tardo Medioevo).
In Francia, il bianco era il colore del lutto.